C.I.S.A.S.

DISCRIMINAZIONE SPECIALIZZANDI “NON MEDICI” RESA LEGALE: ECCO COME SONO ANDATI I FATTI

Ciò che si temeva da tempo è accaduto. L’art. 8 della legge 401/2000 è stato modificato, demolendo definitivamente il principio di giustizia e di equità che ha fatto di tale articolo il baluardo della lotta contro la discriminazione degli specializzandi “non medici” per anni. Nulla è servita la denuncia portata avanti dalla nostra associazione sin dallo scorso anno (leggi articoli precedenti), quando il timore di una violazione della legge iniziava a diventare concreto.

Ancora una volta la legge italiana si è piegata alla forza delle lobby e agli strapoteri politici.

Il testo di legge enuncia: <<Il numero di laureati appartenenti alle categorie dei veterinari, odontoiatri, farmacisti, biologi, chimici, fisici, psicologi iscrivibili alle scuole di specializzazione post-laurea è determinato ogni tre anni secondo le medesime modalità previste per i medici dall’articolo 35 del decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 368, ferma restando la rilevazione annuale del fabbisogno anche ai fini della ripartizione annuale delle borse di studio nell’ambito delle risorse già previste>>

La Proposta di modifica n. 2.0.13 al DDL n. 2299 (qui il link), presentata dalla Senatrice del PD, Rosa Maria Di Giorgi, unica firmataria, è stata approvata dal Senato il 12 maggio scorso, riportando quanto segue:

<< Dopo l’articolo, aggiungere il seguente:

 Art. 2-bis.

(Scuole di specializzazione non mediche)

  1. Nelle more di una definizione organica della materia, le scuole di specializzazione di cui al decreto del Presidente della Repubblica 10 marzo 1982, n. 162, riservate alle categorie dei veterinari, odontoiatri, farmacisti, biologi, chimici, fisici e psicologi sono attivate in deroga alle disposizioni di cui al comma 1 dell’articolo 8 della legge 29 dicembre 2000, n. 401. Dall’attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. >>

La Dott.ssa Rosa Maria Di Giorgi, laureata in lettere e filosofia e ricercatrice presso il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) (link al sito personale: http://www.rosadigiorgi.it) è probabilmente ignara del fatto di aver posto una firma su una modifica di legge che legalizza a tutti gli effetti una delle più vergognose discriminazioni a livello nazionale, con ripercussioni su numerose categorie professionali e sul futuro di migliaia di giovani laureati.

La modifica della legge, inserita celermente e celatamente nel Maxiemendamento al DDL “La Buona Scuola”, stridendo evidentemente con il titolo stesso del Decreto di Legge, è stata supportata dalla Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (CRUI) e dall’Anaao Assomed.

Articoli pubblicati nelle ore successive all’approvazione della modifica di legge, hanno inneggiato ad una vittoria per le scuole di specializzazione “non mediche”.

La realtà dei fatti è ben diversa e cercheremo di sintetizzarla qui di seguito.

1) Il Ministero dell’Istruzione e della Sanità, in seguito all’interpretazione dell’articolo 8 resa dal MEF riguardo alla fondatezza della copertura finanziari degli specializzandi “non medici” dal 2000, per timore di nuovi e numerosi ricorsi per il riconoscimento dello status economico ha bloccato volontariamente l’accesso alle scuole di specializzazione dallo scorso anno.

2) Le rappresentanze dei medici, vedendo sempre più concreta una possibile spartizione delle risorse economiche ministeriali tra specializzandi medici e “non medici”, come previsto dell’articolo 8, hanno fatto leva sulle rappresentanze universitarie (la CRUI), sindacali (Anaoo Assomed) e sui Ministeri stessi, affinché questo fosse impedito in qualche modo.

3) La modifica del “fastidioso” articolo 8 della legge 401/2000 è, dunque, diventata MERCE DI SCAMBIO per la riapertura delle scuole di specializzazione per i “non medici” e la pubblicazione del DM “scuole miste”.

La questione è stata talmente bollente che i due ricorsi al TAR (riapertura delle scuole e silenzio da parte dei Ministeri), promossi dall’Avv. Annunziata e supportati dalla nostra associazione, non hanno, straordinariamente, ancora avuto sentenza definitiva.

L’Ordine Nazionale dei Biologi (ONB) non ha, evidentemente, avuto la forza sufficiente per contrastare tutto questo, scivolando a pieno nel compromesso attuato dai Ministeri.

Cosa comporterà in futuro la modifica della legge?

Nonostante la modifica appaia come una norma transitoria, siamo alquanto certi che non verrà abrogata, diventando un’arma nelle mani dei Ministeri contro i ricorsi per il riconoscimento dello status economico per gli specializzandi “non medici” che entreranno in futuro nelle scuole.

I Professori universitari inneggiano alla legge modificata, non avendo da ora in poi alcun problema di coscienza, data la legalizzazione dello sfruttamento, ad utilizzare il lavoro gratuito di decine e decine di specializzandi “non medici” nei propri ospedali.

Prediamo atto, dunque, dell’ennesima ingiustizia compiuta ai danni di migliaia di giovani italiani e del comportamento dittatoriale delle nostre istituzioni.

Nonostante ciò, sottolineiamo che la necessità stessa di una modifica della legge, d’altra parte, ha reso concreta e palese la discriminazione messa in atto dal 2000 ad oggi nei confronti di tutti i laureati tra veterinari, odontoiatri, farmacisti, biologi, chimici, fisici, psicologi, che hanno frequentato una scuola di specializzazione. Dunque, tale modifica, si trasformerà nel nuovo baluardo normativo per il riconoscimento dello status economico degli specializzati e attuali specializzandi.

SdS di area sanitaria: ennesimo attacco all’art. 8 legge 401/2000

La Legge dello Stato è l’arma tramite cui il cittadino italiano può far valere i propri diritti. In Italia, questo meccanismo diventa perverso nel momento in cui si vuole risolvere un’annosa illegalità, perpetrata dalle istituzioni, abrogando la legge che la rende tale. Questa aberrazione nel meccanismo legislativo sta per essere messa in atto ai danni di migliaia di laureati e nei confronti di numerose categorie professionali, attraverso quanto richiesto dalla Conferenza dei Rettori nella Mozione approvata dall’Assemblea della CRUI il 17 marzo 2016 (LEGGI DOCUMENTO). L’obiettivo di questo intervento, denunciato più volte dalla nostra associazione, è il noto art. 8 della legge 401/2000. La divulgazione dello stesso è stata arginata dalle istituzioni per ben 16 anni e volutamente mal interpretata dalle rappresentanze e sindacati dei medici.

Riportiamo di seguito il testo di legge: <<Il numero di laureati appartenenti alle categorie dei veterinari, odontoiatri, farmacisti, biologi, chimici, fisici, psicologi iscrivibili alle scuole di specializzazione post-laurea è determinato ogni tre anni secondo le medesime modalità previste per i medici dall’articolo 35 del decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 368, ferma restando la rilevazione annuale del fabbisogno anche ai fini della ripartizione annuale delle borse di studio nell’ambito delle risorse già previste>>

La legge sopra enunciata non solo sancisce l’accesso alle scuole di specializzazione alle categorie di laureati elencate – come già previsto dal D.L. 502/1992 – ma dispone anche la determinazione del fabbisogno delle stesse a livello nazionale e la copertura finanziaria con risorse già previste per i contratti di formazione dei medici (interpretazione confermata dal MEF, tramite il documento del Ministero della Salute DGPROF 0017130-P-30/03/2015).

Nonostante la Conferenza Stato-Regioni, con il documento stilato il 7 maggio 2015, abbia assolto a quanto previsto dall’art. 8 della legge 401/2000, determinando il fabbisogno annuale degli specialisti “non medici” per il triennio 2014-2017,<<nonché il numero dei relativi contratti di formazione >> (LEGGI DOCUMENTO), la Conferenza dei Rettori (CRUI) scrive nella Mozione suddetta quanto segue: <<La CRUI ritiene necessario richiedere al Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca, di procedere, nelle more di un più complessivo riordino della materia in un mutato quadro di risorse economiche, a conseguire l’immediata l’abrogazione dell’art. 8, comma 1, della Legge n. 401/2000, con ciò rimuovendo le cause che sono alla base del blocco dei bandi di formazione specialistica per i laureati magistrali non medici che ne hanno inalienabile diritto, e consentendo l’immediata promulgazione dei bandi stessi, anche superando la determinazione dei fabbisogni formativi prevista dalla medesima norma>>

La proposta della CRUI è, dunque, palesemente in disaccordo con quanto già stabilito dalla Conferenza Stato-Regioni ed appare in assoluta controtendenza con l’attuale politica di occupazione giovanile. Infatti, l’annullamento della determinazione dei fabbisogni nazionali delle figure professionali sanitarie produrrebbe specialisti in sovrannumero, in contrasto con le reali necessità del S.S.N. e difficilmente occupabili. L’aumento del tasso di disoccupazione, già piuttosto elevato, determinerebbe inequivocabilmente la dequalificazione della figura dello specialista, il quale, di conseguenza, perderebbe competitività sul piano lavorativo.

Dunque, l’abrogazione dei fabbisogni relativi all’art. 8 non può che essere lesiva nei confronti delle suddette categorie e finalizzata, piuttosto, all’acquisizione di ulteriore manovalanza gratuita che vada a colmare i vuoti di organico nelle strutture ospedaliere pubbliche e private.

Qualora il provvedimento proposto dalla CRUI fosse messo in atto, l’evidente discriminazione dello status economico tra specializzandi medici e non medici, non solo verrebbe perpetuata ma sarebbe LEGALIZZATA, vanificando qualsiasi azione per l’ottenimento del giusto riconoscimento. La possibilità di accedere ad una scuola di specializzazione continuerebbe ad essere dipendente dalle risorse economiche della famiglia del laureato e non un diritto di tutti.

L’applicazione dell’art. 8, con la conseguente rilevazione del fabbisogno e la ripartizione delle risorse è, dunque, l’UNICA STRADA percorribile per tutelare il laureato magistrale durante gli anni di formazione specialistica, estinguendo qualsiasi tipo di discriminazione.

Si esortano tutte le istituzioni e le rappresentanze delle categorie interessate a intervenire con sollecitudine, affinché quanto ad oggi previsto dalla legge italiana possa essere finalmente messo in atto, salvaguardando l’art. 8 della legge 401/2000 da interventi abrogativi o modificativi in peius.

Il Presidente C.I.S.A.S.

Dott. Francesco Corrente

DOCUMENTO TAVOLO DI LAVORO RAPPRESENTANZE “NON MEDICHE”

Riportiamo qui di seguito la lettera di sollecito, nonché documento, derivante dal primo Tavolo di Lavoro e di Confronto tra rappresentanze “non mediche” che ha avuto luogo a Roma il 27 novembre scorso presso il Policlinico “A. Gemelli” (vedi articolo precedente). 


Oggetto: sollecito per la risoluzione della problematica specializzandi “non medici” di area sanitaria. [Documento derivante dal primo Tavolo di Lavoro e Confronto tra rappresentanze “non mediche” di area sanitaria (Roma, 27 novembre 2015)]

Giova richiamare, preliminarmente, il testo dell’art. 8.  della legge n. 401/2000, che prevede: << Il numero di laureati appartenenti alle categorie dei veterinari, odontoiatri, farmacisti, biologi, chimici, fisici, psicologi iscrivibili alle scuole di specializzazione post-laurea è determinato ogni tre anni secondo le medesime modalità previste per i medici dall’articolo 35 del decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 368, ferma restando la rilevazione annuale del fabbisogno anche ai fini della ripartizione annuale delle borse di studio nell’ambito delle risorse già previste.>>

Tale legge è in vigore dal 23 gennaio 2001.

Secondo l’interpretazione ufficiale dell’art. 8 della legge 401/2000, resa dal Ministero dell’Economia e Finanze << La citata disposizione normativa è rimasta ad oggi inattuata in quanto essa, nel sancire per le suddette figure il diritto alla formazione alle medesime condizioni previste per i medici, non ha tuttavia previsto specifiche risorse finanziarie necessarie a far fronte agli ulteriori ed aggiuntivi oneri economici, stabilendo unicamente che la ripartizione annuale delle borse di studio debba avvenire nell’ambito delle risorse già previste e quindi nell’ambito di quelle già previste per i contratti di formazione dei medici.>> (estratto da “Appunto per il Sig. On.le Beatrice Lorenzin per il tramite dell’Ufficio di Gabinetto, Ministero della Salute, DGPROF 0017130-P-30/03/2015)

È, inoltre, necessario ricordare che il governo italiano col Decreto Legge 30 Dicembre 1992, n. 502 (Riordino della disciplina in materia sanitaria, a norma dell’articolo 1 della Legge 23 Ottobre 1992, n. 421), nel comma 3, articolo 15 del Titolo V del medesimo, dispone l’obbligatorietà del possesso del titolo di specializzazione anche per i laureati “non medici”, tra i requisiti indispensabili per la partecipazione concorsuale ai ruoli dirigenziali del Sistema Sanitario Nazionale.

La Conferenza Stato-Regioni, con il documento stilato il 7 maggio 2015, assolve a quanto previsto dall’art. 8 della legge 401/2000, determinando il fabbisogno annuale degli specialisti “non medici” per il triennio 2014-2017,<< nonché il numero dei relativi contratti di formazione >>. Il numero di contratti di formazione per l’anno accademico 2014-2015, ad esempio, ammontano a 213 per i veterinari, 137 per gli odontoiatri, 253 per i farmacisti, 278 per i biologi, 119 per i chimici, 89 per i fisici, 265 gli psicologi.

Si evidenzia che con il Decreto Interministeriale del 4 febbraio 2015 (“Riordino scuole di specializzazione di area sanitaria”), emanato del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca (MIUR), sono state riordinate le scuole ad accesso esclusivo per i “non medici”, ovvero Fisica Medica, Farmacia Ospedaliera e Specializzazioni in Odontoiatria. Lo stesso Decreto al comma 3 dell’art. 1 riporta <<Con successivo provvedimento da emanarsi entro e non oltre 60 gg dalla pubblicazione del presente decreto saranno individuate le scuole di specializzazione di area sanitaria ad accesso misto nonché gli ordinamenti didattici destinati ai soggetti in possesso di titolo di studio diverso dalla laurea magistrale in medicina e chirurgia.>>

Considerata, dunque, la sola documentazione sopra riportata, il blocco degli accessi alle scuole di specializzazione di area sanitaria per tutti i laureati “non medici” da parte del MIUR e la mancata retribuzione per gli specializzandi in corso è da considerarsi a tutti gli effetti un’azione illegittima.

Diverse recenti segnalazioni, inoltre, indicano la volontà di modifica, abrogazione o annullamento dell’art. 8 della legge 401/2000 al fine di bloccare i ricorsi per le borse di studio da parte degli specializzandi. Tali tentativi non possono trovare consenso e, se fossero messi in atto, non potranno che portare, inevitabilmente, a nuovi contenziosi legali in quanto discriminatori e lesivi dei diritti di tutte le professionalità citate nell’articolo di legge.

Ricordiamo, inoltre, che la presenza di specialisti “non medici” all’interno del Servizio Nazionale Sanitario è essenziale e necessaria, e non facoltativa, per il buon funzionamento dello stesso e, dunque, meritevole della stessa dignità riconosciuta ai colleghi laureati in medicina e chirurgia. L’esigenza di specialisti “non medici” è oggettiva sia, ovviamente, per le aree di pertinenza esclusivamente “non medica” (Fisica Medica, Farmacia Ospedaliera e Specializzazioni in Odontoiatria), sia per le aree ad accesso misto, medico e “non medico” (Biochimica e Patologia Clinica, Microbiologia e Virologia, Scienze dell’Alimentazione, Genetica Medica, Farmacologia e Tossicologia clinica, Statistica Sanitaria e Biometria). In quest’ultime aree, difatti, il numero di contratti di formazione annuale per i soli medici, previsto dal documento della Conferenza Stato-Regioni, non è in alcun modo sufficiente a soddisfare il fabbisogno di specialisti a livello nazionale, considerando le necessità sia del sistema sanitario pubblico che del privato. È inoltre da rilevare e denunciare una più alta quota di abbandono, da parte dei laureati in medicina, delle scuole ad indirizzo laboratoristico rispetto alle scuole di altro indirizzo.

Dunque, il perdurare del blocco ministeriale degli accessi ai laureati “non medici” determinerà nei prossimi anni una grave carenza di figure specialistiche a livello nazionale, con sicure ripercussioni sulla qualità del Servizio Sanitario stesso.

Si sollecitano, dunque, i ministeri competenti ad ottemperare alle leggi vigenti, nonché ad ordinanze e sentenze rimaste ancora inattuate, riattivando l’accesso alle scuole di specializzazione per i laureati “non medici” e prevedendo la copertura finanziaria degli specializzandi in corso.

Qualora non si riuscisse a raggiungere una risoluzione della problematica in tempi brevi, i firmatari della presente lettera, si faranno promotori di nuove ed ulteriori azioni legali al fine di dare piena ottemperanza a quanto sancito da legge.

 

Dott. Roberto Langella

Rappresentante Nazionale Specializzandi in Farmacia Ospedaliera

 

Dott. Pilade Cortellazzi

Rappresentante Associazione Nazionale Biotecnologi Italiani (ANBI)

 

Dott. Domenico Lizio

Rappresentante Nazionale Specializzandi in Fisica Medica

 

Dott.ssa Francesca Calabria

Vice Presidente Coordinamento Italiano Specializzandi di Area Sanitaria (C.I.S.A.S.)

 

Dott. Francesco Corrente

Presidente Coordinamento Italiano Specializzandi di Area Sanitaria (C.I.S.A.S.)

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PRIMO TAVOLO DI LAVORO C.I.S.A.S.: RAPPRESENTANZE “NON MEDICHE” UNITE

Il Coordinamento Italiano Specializzandi di Area SanitariaC.I.S.A.S. si fonda, secondo statuto, sulla promozione delle relazioni tra le diverse professionalità non mediche che si formano ed operano nell’ambito sanitario. Dato l’aggravarsi della problematica delle scuole di specializzazione, il Coordinamento ha manifestato la necessità di unire le rappresentanze “non mediche” in un stesso Tavolo di Lavoro e di Confronto. L’incontro ha, infatti, avuto luogo per la prima volta lo scorso venerdì, 27 novembre 2015, presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma. Il Policlinico “A. Gemelli”, sede dell’Università, è stato scelto come luogo ideale e rappresentativo, per la presenza di numerosi specializzandi “non medici” in corso. Al Tavolo di Lavoro sono stati invitati ed hanno preso parte il Dott. Pilade Cortellazzi, rappresentante dell’Associazione Nazionale Biotecnologi Italiani (ANBI), il Dott. Roberto Langella, rappresentante Nazionale Specializzandi in Farmacia Ospedaliera (SIFO), il Dott. Domenico Lizio, rappresentante Nazionale Specializzandi in Fisica Medica (AIFM), il Dott. Andrea Morello e il Dott. Damiano Colasante della Commissione Permanente Specializzandi dell’Ordine dei Biologi (ONB), il Dott. Gianluca Quaranta, Coordinatore C.I.S.A.S. e referente per le Scuole in Microbiologia e Virologia Clinica,  la Dott.ssa Francesca Calabria e il Dott. Francesco Corrente, Vice- presidente e Presidente, rispettivamente, del C.I.S.A.S.

I lavori del Tavolo sono stati aperti alle ore 15.00 con la presentazione degli invitati e la discussione delle problematiche specifiche delle singole figure professionali all’interno dell’ambito sanitario. È seguita una breve ricostruzione, da parte del presidente C.I.S.A.S, delle vicende riguardanti la problematica a livello nazionale e la relativa presentazione della documentazione prodotta dalle istituzioni e dalle rappresentanze italiane negli ultimi mesi. Ci si è successivamente focalizzati sui temi di maggior rilievo, quali il blocco degli accessi alle scuole, il Ricorso per la mancata pubblicazione del DM “scuole miste” e l’attacco politico-istituzionale nei confronti dell’art. 8 della legge 401/2000, pietra miliare della battaglia per il riconoscimento dello status economico degli specializzandi “non medici”.

Su tali punti i presenti sono stati concordi per un impegno ed uno sforzo comune atti a contrastare qualsiasi oltraggio alla normativa italiana vigente e a permettere la riapertura legittima delle scuole di specializzazione per i laureati “non medici”, nonché la riduzione e il riordinamento degli specializzandi in corso.

I lavori sono terminati alle ore 17.30

Il primo Tavolo di Lavoro produrrà presto un documento in cui tale impegno verrà concretizzato ed i temi affrontati saranno descritti in maniera più specifica.

Si ringraziano, dunque, tutte le rappresentanze “non mediche” sanitarie intervenute e si auspica il susseguirsi di incontri per il confronto e la discussione.

 

 

 

 

 

RICORSO TAR LAZIO DM “SCUOLE MISTE”: PRIMA UDIENZA

Il Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) per il Lazio (Sezione Terza Bis) ha pronunciato lo scorso 20 novembre 2015 la prima ordinanza in seguito al ricorso promosso dall’Avv. Marisa Annunziata e supportato dal C.I.S.A.S. Ricordiamo che il primo dei due ricorsi promossi dallo studio legale, si focalizza sulla mancata pubblicazione, entro i termini stabiliti dal comma 3 art.1 del DM del 4 febbraio 2015, del Decreto Ministeriale “scuole miste”. Come è possibile leggere nel documento il TAR <<accoglie l’istanza proposta ai soli fini della fissazione del merito e ordina alla pubblica amministrazione intimata di depositare nella segreteria della Sezione nel termine di giorni 60 (sessanta) una documentata relazione come indicato in motivazione.>>

LEGGI QUI L’ORDINANZA

L’avvocato promotrice dell’azione legale, secondo cui l’ordinanza del TAR è da considerarsi positiva, scrive: <<… il TAR ha ritenuto fondati i motivi di ricorso ed ha inteso costringere il MIUR a fornire chiarimenti sulla evidenziata “disparità di trattamento”, sulla illogicità e sulla totale carenza di motivazione (tutte le censure contenute nel ricorso) a base della scelta di escludere dal decreto i laureati in discipline sanitarie diverse dalla laurea in Medicina e Chirurgia, Farmacia Ospedaliera, Fisica sanitaria e Odontoiatria. Potrebbe anche trattarsi di un modo per sollecitare la definizione del procedimento di approvazione del decreto riguardante i “laureati non medici”. >>

Si attende ora l’udienza per il secondo ricorso, riguardante il silenzio serbato dal MIUR in ordine alla Diffida inviata a giugno.

Nonostante l’inesorabile trascorre del tempo, tali azioni legali si sono rese necessarie a causa della oramai ben chiara volontà da parte dei Ministeri di bloccare e ritardare quanto più possibile la pubblicazione del DM “scuole miste”, impedendo e bloccando l’accesso dei laureati “non medici” alle scuole di specializzazione e il loro legittimo ingresso nel S.S.N.

BLOCCO ACCESSI SCUOLE DI SPECIALIZZAZIONE AREA SANITARIA: PARTITI I RICORSI

Ci è stato chiesto di attendere la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto Interministeriale del 4 febbraio 2015 (Riordino scuole di specializzazione di area sanitaria), in cui l’unico comma non reso immediatamente attuativo è stato il 3 dell’art.1, riguardante le scuole ad accesso misto. Ci è stato chiesto di lasciar passare i 60 giorni previsti dalla data di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, rassicurandoci sulla emanazione nei termini stabiliti del DM. Ci è stato detto di non creare allarmismi e di non mettere in atto ricorsi durante periodo di attesa della pubblicazione del DM, affinché non ci fossero ritorsioni da parte dei Ministeri.

La situazione attuale:

1) Sono trascorsi 8 mesi dalla pubblicazione del DM interministeriale di febbraio e ben 142 giorni dalla pubblicazione dello stesso in Gazzetta Ufficiale (03. 06. 2015).

2) Il Decreto Ministeriale “scuole miste”, dopo il parere favorevole a settembre del Consiglio Superiore di Sanità e pronto dunque per la firma definitiva dei Ministri Lorenzin e Giannini, è ora ritornato al CUN (Consiglio Universitario Nazionale) in una sorta di “gioco dell’oca”, allungando nuovamente le tempistiche di pubblicazione.

3) Il Decreto Interministeriale del 4 febbraio ha previsto il riordinamento delle scuole ad “accesso esclusivo per non medici”(Farmacia Ospedaliera, Fisica Medica e le Scuole in Odontoiatria) determinando una scissione normativa all’interno dei “non medici” allo scopo di attuare un voluto “Divide et Impera”. Nonostante il riordinamento, i nuovi accessi a tali scuole continuano a rimanere bloccati in tutta Italia, tranne pochissime eccezioni.

4) Migliaia di giovani laureati in discipline scientifiche attendono da più di un anno e mezzo di poter accedere alle scuole di specializzazione di area sanitaria, vedendosi negata la possibilità di frequenza ad un corso universitario di Alta Formazione, sancita e prevista dalla legge italiana.

5) Migliaia di specializzandi in corso attendono la pubblicazione del DM “scuole miste” per poter richiedere il passaggio al nuovo ordinamento ad anni ridotti e alle nuove scuole accorpate. Molti di loro assisteranno ad una delle più grandi discriminazioni mai messe in atto in campo sanitario: i colleghi medici retribuiti dello stesso anno di corso si specializzeranno un anno prima (in 4 anni), al contrario degli specializzandi “non medici” che dovranno attendere un ulteriore anno (5 anni) per specializzarsi, lavorando giornalmente in ospedale senza alcuna retribuzione!

6) Gli ospedali universitari in tutta Italia stanno assistendo ad un crollo del numero degli specializzandi “non medici”, determinando evidenti problematiche di copertura dei servizi.

In seguito a quanto esposto, il C.I.S.A.S. ha dato il pieno supporto all’avvio di una duplice azione legale promossa dallo studio legale dell’Avv. Maria Annunziata. Si tratta, infatti, di un doppio ricorso al TAR LAZIO supportato e finanziato da numerosi specializzandi afferenti alle scuole di specializzazione dell’Università “Federico II” e “Seconda Università” di Napoli e dal C.I.S.A.S., rappresentato dal presidente, il dott. Francesco Corrente. Il primo ricorso si focalizza sulla mancata pubblicazione, entro i termini stabiliti, del Decreto Ministeriale “scuole miste”, determinando le conseguenze di cui sopra. Il secondo ricorso è avverso il silenzio serbato dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca in ordine alla Diffida inviata a giugno, promosso dallo stesso studio legale e divulgato dalla nostra associazione (vedi articolo precedente). Tale Diffida ha raccolto le firme di migliaia di specializzandi in tutta Italia.

La nostra associazione è certa dell’utilità di tali azioni legali per far giustizia su una problematica che si sta aggravando con il passare del tempo e che vede l’indifferenza delle istituzioni, della politica e di diverse rappresentanze scientifiche italiane.

Sentenza in Consiglio di Stato: OTTEMPERANZA INCOMPLETA!

Dopo un anno e sei mesi dal pronunciamento del Giudice della Sentenza in Consiglio di Stato, Sezione VI,  n. 6037, il Commissario ad acta, il dott. Massimiliano Cosenza, ha reso pubblica la sua decisione. L’articolo 8 della legge 401/2000 NON HA AVUTO COMPLETA OTTEMPERANZA. Nonostante la probabile riapertura delle scuole di specializzazione venete, ancora una volta i meccanismi legislativi si sono bloccati e piegati di fronte agli strapoteri lobbistici italiani al punto tale da non consentire che una Legge dello Stato potesse essere messa del tutto in atto.

Questa non può che essere definita una “Macchina del Fango”.

Le frasi riportate nei “Verbali della conferenza dei servizi aventi ad oggetto ‘Esecuzione del Consiglio di Stato’, Sezione VI, n. 6037/2013sono illegittime, offensive e vergognose. L’ipotesi di prevedere delle borse di studio del valore di 100 euro annui, come riportato nel verbale del 12 maggio 2015, avrebbe scatenato l’ira, non solo verbale, di qualunque professionista che quotidianamente svolge il proprio lavoro con dedizione. Nonostante ciò le ignobili, vili e spregiudicate rappresentanze ministeriali hanno avuto il coraggio di esporre tale proposta al fine, evidentemente, di declassare e denigrare il lavoro di migliaia di professionisti tra biologi, chimici, fisici, farmacisti, odontoiatri e psicologi. Queste parole sono oltraggiose nei confronti dei giovani di tutta Italia i quali sperano di veder riconosciuti dalle istituzioni il proprio lavoro e i tanti sacrifici fatti, ma si vedono ancora una volta presi in giro dalle stesse, adducendo spiegazioni contraddittorie ed illegittime.

La non completa ottemperanza della Legge ci rende ancora più convinti dell’esistenza di un meccanismo malsano e perverso contro cui è necessario continuare a combattere. La giustizia della nostra battaglia rimane fuori da ogni dubbio: il riconoscimento del nostro lavoro, del lavoro di chiunque, è sancito dall’ormai dimenticato Articolo 36 della Costituzione italiana, le cui parole vengono cancellate dalle stesse persone che dovrebbero assicurarne la salvaguardia e la difesa.

Leggi il Decreto del Commissario ad acta e i Verbali 

LETTERA ONB: NUOVAMENTE LESA L’AREA NON MEDICA

Riportiamo qui di seguito la lettera inviata al MIUR, MEF, Ministero della Salute e CUN dal Presidente dell’Ordine Nazione Biologi. La lettera espone chiaramente i punti nodali della questione “specializzandi non medici” di area sanitaria e denuncia il reiterato silenzio serbato dai suddetti Ministeri, nonostante le ultime evidenze normative che continano a supportare la nostra causa. Il C.I.S.A.S. ha il dovere di far da eco alla lettera del Presidente dell’ONB, allo scopo di divulgare delle verità che si vuole contianuare a tener nascoste.


OGGETTO: Scuole di specializzazione area sanitaria non medici. – Determinazione del numero di medici specialisti da formare per il triennio accademico 2014/2017 ed assegnazione dei contratti di formazione specialistica dei medici per l’anno accademico 2014/2015

Nella mia qualità di Presidente dell’Ordine Nazionale dei biologi, alla luce della determinazione di cui all’oggetto emanata dal Ministero della Salute di concerto con il Ministero dell’istruzione, dell’Università e della Ricerca e con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, sono con la presente a rilevare, significare ed eccepire tutto quanto segue.
È con grande disappunto e rammarico che dal testo della Determinazione emanata si è rilevato la totale assenza di qualsivoglia previsione circa il riconoscimento delle borse di studio in capo ai professionisti operanti nell’area sanitaria non medica.
Ciò, come più volte rappresentato, appare sempre più lesivo degli interessi di tutti quei professionisti, compresi i biologi, da me rappresentati e che, preme evidenziare, costituiscono una delle maggiori presenze necessarie per l’organizzazione e il funzionamento del SSN pubblico e privato accreditato (oltre che esclusivamente privato per il Lazio), i quali, per poter accedere al concorso per il ruolo dirigenziale nel SSN, necessitano OBBLIGATORIAMENTE del possesso della scuola di specializzazione che, peraltro, presuppone una presenza costante e obbligatoria per un minimo di ore espressamente stabilite.
Si tenga presente che, come rileva dall’Accordo tra Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, ai sensi dell’articolo 35, c. 1, del D.Lgs. 368/1999, per la determinazione del fabbisogno dei medici specialisti di cui all’articolo 8, c. 1, L. 401/2000, il fabbisogno annuale nel triennio dei biologi è stato così previsto:
2014-2015 ———– 278
2015-2016 ———– 278
2016-2017 ———– 277
La determinazione sopra citata, lascia alquanto basiti, soprattutto se si considera che nonostante le note, gli accordi e disposizioni in materia e nonostante il delineato fabbisogno, a tutt’oggi non solo non si rinviene alcun riscontro normativo ma, al contrario, nello stabilire le risorse per gli specializzandi medici, si trascura completamente qualsiasi previsione per soddisfare le leggi e le esigenze dei non medici.
Invero, alla luce dell’art. 8 della legge 401/2000 (Norme sull’organizzazione e sul personale del settore sanitario) ove nel prevedere l’equiparazione dei laureati “non medici” a quelli “medici” per quanto riguarda le modalità per stabilire il numero di laureati iscrivibili alle scuole di specializzazione, all’uopo disponendo che “il numero di laureati appartenenti alle categorie dei veterinari, odontoiatri, farmacisti, biologi, chimici, fisici, psicologi iscrivibili alle scuole di specializzazione post laure è determinato ogni tre anni secondo le modalità previste per i medici dall’art. 35 del decreto legislativo 17 agosto 1999 n. 368” si specifica che la rilevazione annuale del fabbisogno è necessaria anche “ai fini della ripartizione delle borse di studio nell’ambito delle risorse già previste”.
Al riguardo, occorre evidenziare che, ponendo fine all’incertezza che si voleva correlare a tale disposizione in ordine al reperimento delle risorse finanziarie necessaire, si è espresso sul tema il MEF affermando che le risorse con le quali sarebbero dovute essere finanziate le borse di studio per gli specializzandi non medici, sin dal 2000, sarebbero dovute derivare dalle risorse utilizzate per finanziare i contratti di formazione dei medici.
A nulla, inoltre, è servita la pronuncia del Consiglio di Stato con la Sentenza della Sezione Sesta del 17 dicembre 2013, n. 6037 che ha ordinato al Ministero della salute, di concerto con il Ministero dell’Istruzione e dell’Università e della Ricerca e con il Ministero dell’Economia e Finanze, di “assumere di concerto tra loro nonché, per quanto di successiva competenza, da parte dello stesso Ministero dell’istruzione e dell’Università e della Ricerca, le determinazione di cui agli artt. 8 della Legge 29 dicembre 20000, n.401, e 35 del decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 368, entro il termine di novanta giorni dalla data di comunicazione della presente decisione”.
A tutt’oggi, dunque, nonostante il previsto fabbisogno, nessun decreto, se non per gli specializzandi medici è stato previsto, con la necessaria conseguenza che l’utilizzo delle risorse esclusivamente destinate agli specializzandi medici, deve ritenersi illegittima e lesiva degli interessi della categoria che rappresento.
Ho, pertanto, il dovere di rappresentare che a tutela degli oltre 15.000 biologi, che da oltre 4 anni aspettano l’apertura delle scuole di specializzazione, questo Ordine si adopererà per porre in essere tutto quanto in suo potere per tutelare l’intera categoria.
Nel ringraziare per l’attenzione che riserverà alla presente ed in attesa di riscontro e dei provvedimenti che si riterranno opportuni anche alla luce delle osservazioni sopra esposte, si inviano i più distinti saluti.

Il PRESIDENTE
ERMANNO CALCATELLI

LINK ALLA LETTERA ORIGINALE

APERTA LA RACCOLTA FIRME A SOSTEGNO DELLA DIFFIDA AL MIUR

Ieri, 21 maggio 2015, presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia della Seconda Università degli Studi di Napoli si è svolto l’evento “Specializzandi di Area Sanitaria – Non Medici: Tutti insieme per un futuro migliore”, che ha visto un’ampia partecipazione (circa 80 persone) tra specializzandi, aspiranti specializzandi e professori universitari. In occasione dell’evento si è dato il via alla raccolta di firme a sostegno della DIFFIDA al MIUR per la mancata pubblicazione del Decreto Ministeriale di riordino delle scuole ad accesso misto. Pubblichiamo qui di seguito il testo della Diffida al fine di dare a tutti la possibilità di leggerlo con tranquillità, accelerando le operazioni di raccolta firme. La DIFFIDA è stata promossa dall’ Avvocato Maria Annunziata, la quale ha dato la sua piena disponibilità al C.I.S.A.S., conoscendo molto bene la condizione di discriminazione degli specializzandi “non medici”. In fondo al testo sono elencati i referenti per le università italiane indicate. Le firme dovranno essere raccolte in presenza dei referenti e secondo le modalità da loro esposte. Auspichiamo un’ampia partecipazione e collaborazione da parte di tutti gli specializzandi.

(altro…)

C.I.S.A.S. e Ordine Nazionale dei Biologi: incontro a Napoli

Il 21 Maggio 2015 alle ore 10:30, presso l’aula Donatelli della Facoltà di Medicina e Chirurgia della Seconda Università degli Studi di Napoli, si terrà un incontro tra il Coordinamento Italiano Specializzandi di Area Sanitaria e l’Ordine Nazionale dei Biologi, nella figura del presidente Ermanno Calcatelli, per comunicare gli aggiornamenti in merito alla situazione degli specializzandi.

In particolare si parlerà dello stato dell’arte circa l’iter del Decreto di riordino delle Scuole di Specializzazione di area sanitaria e dei bandi di accesso alle scuole. Inoltre, verranno illustrati i dati riguardanti il fabbisogno di biologi all’interno del servizio sanitario pubblico e di quello accreditato, anche alla luce del recente accordo Stato-Regioni per la determinazione del fabbisogno di specialisti del S.S.N. Infine si discuterà della problematica delle borse di studio, fornendo gli aggiornamenti provenienti dall’interpretazione ufficiale dell’art. 8 della legge 401/2000, da parte del Ministero dell’Economia e Finanze.

Incoraggiamo tutti gli specializzandi e gli aspiranti specializzandi a partecipare all’evento.

Leggi l’articolo sul sito dell’Ordine Nazionale dei Biologi

Volantino 21 maggio 2015

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